Piano nazionale Industria 4.0, tutto quello che c’è da sapere

Ultime news dal MISE, aggiornamenti ad agosto 2017

Guida al Piano nazionale Industria 4.0

I principali paesi industrializzati si sono già attivati a supporto dei settori industriali nazionali in modo da cogliere appieno l’opportunità del fenomeno rivoluzionario definito “Industria 4.0”. L’Italia ha sviluppato un “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” che prevede misure concrete in base a tre principali linee guida:

  • operare in una logica di neutralità tecnologica
  • intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali
  • agire su fattori abilitanti.

Le direttrici strategiche sono quattro:

  • Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione
  • Infrastrutture abilitanti: assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali
  • Competenze e Ricerca: creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc
  • Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo al documento ufficiale redatto dal MISE.

 

Introduzione

“Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove.

Saper cogliere questa sfida, però, non riguarda solo il Governo, ma riguarda soprattutto gli imprenditori.

Per questo abbiamo voluto cambiare paradigma: abbiamo disegnato delle misure che ogni azienda può attivare in modo automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali. Quello che il Governo propone, impegnando risorse importanti nei prossimi anni, è un vero patto di fiducia con il mondo delle imprese che vogliono crescere e innovare.”Con queste parole, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda introduce la presentazione delle principali misure messe a disposizione alle imprese per creare un ambiente altamente competitivo, che elenchiamo nel paragrafo successivo.

 

 

Principali strumenti concreti per le imprese

1. Iper e superammortamento
2. Nuova Sabatini
3. Credito d’imposta R&D
4. Patent Box
5. Startup e PMI innovative

tutte le misure del piano Industria 4.0 proposte dal Min Sviluppo Economico

Approfondiamo in breve i punti salienti di ognuno di questi strumenti:

 

1. Iper e superammortamento

Tutte le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT), funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, possono godere di una supervalutazione del 250% (iperammortamento) o del 140% (superammortamento) degli investimenti, a seconda del bene strumentale che si sta acquistando:

  • Per l’acquisto di beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0, inseriti nell’Allegato A della Legge di Stabilità 2017 (inclusi i beni che già comprendono un software necessario per il loro funzionamento), è possibile usufruire dell’iperammortamento al 250%.
  • Per l’acquisto di beni immateriali (software e sistemi IT) inseriti nell’Allegato B della Legge di Stabilità 2017, le imprese che hanno già beneficiato dell’iperammortamento (che hanno cioè acquistato un bene materiale inserito nell’Allegato A), possono usufruire del superammortamento al 140%.

Per quanto riguarda le tempistiche, si potrà godere di questo beneficio sino al 30 giugno 2018, a condizione che detti investimenti in beni materiali/immateriali si riferiscano a ordini accettati dal fornitore entro la data del 31 dicembre 2017 e che, entro la medesima data, sia anche avvenuto il pagamento di acconti in misura non inferiore al 20%.

> Per capire come calcolare l’iperammortamento, ti suggeriamo di scaricare gratuitamente le slide con un esempio concreto.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata alle domande & risposte su iper e super ammortamento.

iper e superammortamento: cos'è, a cosa serve, vantaggi

 

 

2. Nuova Sabatini

Lo strumento “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, istituito dal decreto-legge del Fare, è finalizzato a migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

Con questa misura, le imprese ottengono un contributo a parziale copertura degli interessi su finanziamenti bancari di importo compreso tra 20.000 e 2.000.000 di euro, concessi da istituti bancari convenzionati con il MISE, che attingono sia a un apposito plafond di Cassa Depositi e Prestiti, sia alla provvista ordinaria. Il contributo è calcolato sulla base di un piano di ammortamento convenzionale di 5 anni con un tasso d’interesse

del 2,75% annuo ed è maggiorato del 30% per investimenti in tecnologie Industria 4.0. Le imprese che intendono usufruire nella Nuova Sabatini hanno anche l’accesso prioritario al Fondo centrale di Garanzia nella misura massima dell’80%.Per quanto riguarda le tempistiche, le imprese interessate devono presentare, entro il 31 dicembre 2018, a una banca o a un intermediario finanziario, la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo, secondo lo schema definito con apposita circolare ministeriale. Le richieste di prenotazione sono soddisfatte, secondo l’ordine di presentazione, fino a concorrenza della disponibilità delle risorse.

 

>> Per approfondire la tematica, e per scoprire come presentare la domanda, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata ai Beni strumentali Nuova Sabatini.
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3. Credito d’imposta R&D

Per stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese, un altro strumento utilissimo messo a disposizione dal Piano nazionale Industria 4.0, è quello del credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo. Il credito d’imposta può essere utilizzato, anche in caso di perdite, a copertura di un ampio insieme di imposte e contributi, ed è riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di €/anno per beneficiario e computato su una
base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: assunzione di personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, startup e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.Per quanto riguarda le tempistiche, saranno agevolabili gli investimenti in attività di R&D effettuati entro il periodo di imposta in corso al 31 Dicembre 2020. Per accedere al credito di imposta le imprese potranno indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, nel quadro RU del modello Unico, in fase di redazione di bilancio.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata al Credito d’imposta R&D.

 

4. Patent Box

La cosiddetta “Patent Box” ovvero la tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno (brevetti industriali, marchi registrati, disegni e modelli industriali, know how
e software protetto da copyright), è stata pensata per rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti nazionali ed esteri di lungo termine, prevedendo una tassazione agevolata su redditi derivanti dall’utilizzo della proprietà intellettuale. Il principale obiettivo di questo strumento è quello di incentivare la collocazione in Italia dei beni immateriali attualmente detenuti all’estero da imprese italiane o estere, e al contempo incentivare il mantenimento dei beni immateriali in Italia, evitandone la ricollocazione all’estero.

L’agevolazione consiste nella riduzione delle aliquote IRES e IRAP del 50% dal 2017 in poi, sui redditi d’impresa connessi all’uso diretto o indiretto (ovvero in licenza d’uso) di beni immateriali sia nei confronti di controparti terze che di controparti correlate (società infragruppo). Il beneficio è dato a condizione che il contribuente conduca attività di R&S connesse allo sviluppo e al mantenimento dei beni immateriali.Possono accedere all’agevolazione i soggetti titolari di reddito d’impresa, i cui redditi dipendono in modo dimostrabile dall’utilizzo di beni immateriali, siano esse società di capitali o di persone, imprenditori individuali, enti commerciali e non, soggetti residenti in Paesi esteri (ma con stabile organizzazione in Italia) con cui sono stati stipulati trattati per adeguato scambio di informazioni.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata al Patent Box.smactory-scheduling

 

5. Startup e PMI innovative

Un altro strumento utile è quello dedicato alle nuove imprese (startup) innovative, che possono godere di un quadro di riferimento dedicato in materie come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, il diritto fallimentare. Larga parte di queste misure sono estese anche alle PMI innovative, cioè a tutte le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione o dall’oggetto sociale.

Con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’ecosistema nazionale dell’imprenditoria innovativa, il governo ha pensato a tutta una serie di vantaggi in modo da sostenere le imprese innovative in tutte le fasi del loro ciclo di vita:

  • Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita.
  • Esonero dalla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica.
  • Possibilità anche per le srl di emettere piani di incentivazione in equity, agevolati
    fiscalmente.
  • Incentivi agli investimenti in capitale di rischio: detrazione IRPEF (per investimenti fino a
    1 milione di euro) o deduzione dell’imponibile IRES (fino a 1,8 milioni) pari al 30%.
  • Accesso gratuito, semplificato e prioritario al Fondo di Garanzia per le PMI.
  • Equity crowdfunding per la raccolta di nuovi capitali di rischio.
  • Italia Startup Visa: una modalità digitale, semplice e accelerata per attrarre imprenditori
    innovativi.
  • Possibilità di cedere le perdite a società quotate sponsor (almeno il 20% delle quote).
  • In caso di insuccesso: esonero dalla disciplina fallimentare ordinaria.
  • In caso di successo: le startup mature possono convertirsi agilmente in PMI innovative,
    continuando a godere dei principali benefici.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata alle Startup e PMI innovative.

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