Come gestire la Logistica nell’era della “Produzione Intelligente”

Dati coerenti, affidabili, sicuri e disponibili in tempo reale

La gestione della Logistica nella “Quarta rivoluzione industriale”

La gestione della logistica nell’era della cosiddetta quarta rivoluzione industriale è strettamente legata al fenomeno della digitalizzazione delle imprese. Le caratteristiche della Logistics 4.0 ricalcano quelle della già nota Industry 4.0: IoT, cloud computing, sicurezza dei dati. Tutti elementi che permettono ad una delle fasi più delicate dell’intero processo, di essere gestita con dati coerenti, affidabili, sicuri e disponibili in tempo reale.

Le diverse attività di logistica nelle aziende dovrebbero tendere all’efficienza e riduzione degli sprechi non solo a livello economico, ma anche per quanto riguarda le tempistiche. Una Supply Chain organizzata e coordinata, può supportare al meglio fasi come l’approvvigionamento e lo stoccaggio delle materie prime, la gestione scorte di prodotti finiti, nonché la catalogazione sistematica e standardizzata dei prodotti. Per questo la tecnologia e le macchine intelligenti diventano di fondamentale importanza. Utilizzando quello che più comunemente viene definito IoT, Internet delle cose, è già possibile, ad esempio, applicare sensori a pallet che restituiscano informazioni relative ai prodotti imballati, alla loro esatta posizione all’interno del magazzino, nonché alla quantità disponibile, permettendo un risparmio notevole in termini di tempo. Un magazzino che si occupa di stoccaggio di materie prime deperibili, abilitato alle tecnologie intelligenti, potrebbe rilevare e trasmettere continuamente e a distanza, le condizioni di temperatura e/o di luce all’interno del deposito, evitando o accelerando la risoluzione di eventuali problemi che potrebbero determinare il deperimento della merce stessa.

E’ utile però, fare delle considerazioni sull’effettiva efficacia di queste nuove tecnologie (o meglio sulla loro applicazione): non si può pensare di calare dall’alto un’innovazione isolata e/o scollegata con il resto dei processi e reparti. Il futuro della logistica, infatti, si trova nella digitalizzazione end-to-end (da un’estremità all’altra) e si concretizzerà solo quando i processi di produzione e logistici verranno reciprocamente connessi attraverso soluzioni intelligenti. Sviluppo, produzione, consegna e service dovrebbero essere controllati digitalmente (anche a distanza!). I processi reali e digitali dovrebbero quindi costituire un’unica unità. Il risultato finale sarà un nuovo potenziale per la valorizzazione e creazione di nuovi modelli di business. Esistono già dei casi eccellenti a cui far riferimento, nei quali le merci conoscono la loro destinazione ed organizzano il loro trasporto in autonomia. Tutte le procedure ed i percorsi sono interconnessi in termini di informazioni e tecnologie; tutti gli interventi, le revisioni e le riparazioni sono automatici e vengono aggiornati in tempo reale con le operazioni in corso.

In conclusione, il reale potenziale della Logistica 4.0 e più in generale della nuova Fabbrica 4.0 è lo sviluppo di una rete globale dove le persone, l’ambiente e le macchine possono comunicare continuamente al fine di incrementare efficienza e produttività.

Industry 4.0: costi e timori delle imprese

Quel macigno chiamato “Change management”

La maggior parte dei dati rilevati finora rispetto al fenomeno dell’Industria 4.0 stimano una crescita di efficienza produttiva pari al 30-50% per le imprese che già hanno introdotto tecnologie abilitanti all’interno del proprio plant. Ma c’è una variabile poco tenuta in considerazione dalle statistiche: quella degli investimenti necessari a supportare il cambiamento.

Queste sono solo alcune delle domande emerse dai racconti degli imprenditori che abbiamo intervistato, manager d’impresa che devono decidere se affrontare una vera e propria rivoluzione all’interno della propria azienda. Il passaggio al paradigma dell’Industry 4.0 viene percepito meno indolore di quanto si immagini, non solo in termini meramente economici ma anche di effort: stravolgere strutturalmente il proprio plant produttivo, introdurre un nuovo modus operandi, adottare interfacce diverse da quelle con cui si è abituati a lavorare costituirebbe un investimento davvero troppo oneroso, soprattutto per le PMI.

Non a caso, un altro aspetto emerso e direttamente collegato al tema dei costi è proprio il quello del change management:

Domande di questo tipo riecheggiano nella mente della proprietà, ma anche in quella della direzione più operativa, terrorizzata da un’incapacità generale di gestire la trasmissione di una nuova cultura. In particolare, emerge la paura di non ricevere supporto di fronte al cambiamento sia a livello organizzativo che operativo: la formazione si rivela in questo contesto uno strumento imprescindibile, anche se dispendioso (non è cosa banale accedere al bonus previsto dal MISE).

Come si fa quindi a beneficiare dei vantaggi derivanti dalla nuova filosofia 4.0 e dalle tecnologie più innovative, se il prezzo da pagare è così alto?

La buona notizia è che esiste una soluzione a questo enigma, anzi, più soluzioni (informatiche)!

Per quel che riguarda l’aspetto economico e strutturale, sul mercato è possibile trovare soluzioni in grado di rendere intelligenti anche i macchinari più datati, capaci cioè di fare Retrofit. Senza costringere l’impresa a intraprendere interventi radicali, queste soluzioni garantiscono una produzione flessibile e smart estrapolando e rendendo consultabili (anche) le informazioni relative a vecchie macchine, grazie a sensori intelligenti e facilmente integrabili con l’impianto preesistente. Con un investimento molto contenuto, quindi, è possibile applicare sulla propria linea produttiva della sensoristica non invasiva che invia automaticamente informazioni utili a una piattaforma capace in tempo reale di elaborarle e restituirle alla persona interessata su dispositivi mobili, in forma personalizzata e semplificata, riducendo i tempi di reazione.

In riferimento al tema del change management, ci sono degli strumenti che si possono adottare per diffondere la cultura dell’innovazione senza gravare sull’equilibrio finanziario e organizzativo dell’impresa. Una figura centrale in questo passaggio va riconosciuta nel consulente di direzione e organizzazione, che deve però essere lungimirante e propendere, evidentemente, per l’utilizzo di tecnologie 4.0. Quest’ultimo è in grado di accompagnare sia i livelli di management che quelli più operativi in tutte le fasi del cambiamento, analizzando le problematiche principali, suggerendo le soluzioni che più assecondano le esigenze dell’impresa, gestendo la formazione delle risorse, ma soprattutto occupandosi in prima persona di individuare i bonus messi a disposizioni dal Governo e/o altre forme di finanziamento agevolato più idonei al progetto di Digital Transformation.

Ma il consulente non è l’unico in grado di rendere meno traumatico il cambiamento. Tornando alle soluzioni informatiche, infatti, troviamo disponibili sul mercato piattaforme altamente usabili in grado di agevolare l’interazione con l’utente grazie ad interfacce grafiche coinvolgenti e intuitive. Questa interazione facilitata riduce i tempi di training necessari all’apprendimento di nuovi modelli operativi e, contemporaneamente, aumentano l’accettazione del prodotto con conseguenti benefici in termini di costi e investimenti richiesti.

In conclusione, l’ausilio del consulente e l’adozione di soluzioni usabili che permettono il retrofit sembra dunque l’accoppiata vincente: approcciare alla filosofia dell’Industria 4.0 in modo graduale, con il supporto necessario per affrontare il cambiamento, e con un investimento contenuto risulta, in definitiva, possibile.

 

L’industria 4.0 entra in distilleria: ecco come Beam Suntory ha ridotto i costi di produzione del 25-30%

Premessa

Il progetto di Digital Transformation che segue riguarda una nota azienda produttrice di distillati con diversi impianti sparsi in tutto il mondo (Beam Suntory, conosciuta soprattutto per il suo Kentucky Straight Bourbon Whiskey – Jim Beam). Ai fini di raggiungere un maggiore controllo del processo produttivo, la famosa distilleria si è rivelata sensibile e propensa all’adozione di tecnologie intelligenti. Vediamo nel dettaglio quali erano le sue esigenze e come il paradigma Industry 4.0 le ha colmate.

Obiettivo

La sfida principale per l’azienda era di garantire l’accesso ai dati e ai macchinari, anche da remoto, alle sole persone o dispositivi autorizzati, senza il rischio di intrusioni e azioni illecite. Allo stesso tempo, la soluzione doveva essere in grado di tenere sotto controllo i principali fattori critici (surriscaldamento della temperatura, elevati consumi energetici, etc.).

Soluzione

Sono stati introdotti:

  1. Sistemi di monitoraggio attivati da sensori basati sull’IoT, collegati ai macchinari e ai prodotti, che permettono di conoscere in tempo reale l’andamento dei processi e lo stato dell’ambiente produttivo.
  2. Una piattaforma cloud accessibile con servizi di autenticazione e controllo dinamici, che consente ai tecnici e agli operatori di accedere e operare in completa sicurezza, garantendo protezione da minacce esterne.

Benefici

L’azienda ha raggiunto un livello di efficienza molto alto: sono stati automatizzati e compiuti da remoto tutti quei processi che prima venivano svolti a mano dal lavoratore, con lentezza e senza tenerne traccia. Il sostanziale cambiamento è sintetizzato nelle parole di Sanjay Kirtikar, direttore delle tecnologie digitali:

«Prima avevo sempre in mente la preoccupazione che i macchinari andassero in blocco impattando negativamente sulla produzione, adesso, con l’implementazione delle nuove tecnologie, posso dormire sonni tranquilli!»

Con la nuova configurazione è stato ridotto oltre il 50% dei consumi energetici delle macchine mentre, i costi produttivi totali sono diminuiti del 25-30%. Grazie ai sistemi di tracciabilità è possibile, ad esempio, conoscere in tempo reale la posizione di un singolo barile di whisky, il tempo di invecchiamento o il tasso alcolico. La digitalizzazione dei processi è stata implementata in tutti gli stabilimenti produttivi dell’azienda, permettendo così di ottenere un maggior controllo da remoto.

 

Orientarsi nel mondo di Industry 4.0

La bussola digitale di McKinsey

Industry 4.0

Un’espressione utilizzata per la prima volta nel 2013 in Germania, è oggi una parola ricorrente in tutto il mondo, particolarmente nell’ambito manifatturiero-produttivo. L’attenzione intorno a questo concetto è crescente ma vi è ancora molta confusione.
Quando si parla di quarta rivoluzione industriale, si intende il processo di digitalizzazione della produzione industriale e va distinto da quello di automazione, tipico invece della terza rivoluzione.
Cosa significa però, digitalizzare la produzione? Per capirlo bisogna fare alcune premesse. Alla base di tutte le rivoluzioni industriali vi è sempre stato lo sviluppo di una tecnologia abilitante (la macchina a vapore, l’elettricità, l’informatica), in quest’ultimo caso però le tecnologie abilitanti sono diverse. Possiamo ricondurle a 4 filoni principali:

  • Potenza computazionale e connettività attraverso l’IoT e i big data
  • Nuove forme di interazione/interfacce uomo-macchina
  • Analytics e business intelligence
  • Convergenza tra mondo fisico e digitale

Dietro ognuno di questi trend ci sono diverse tecnologie con potenziali effetti “disruptive” (dirompenti) sull’attuale sistema produttivo.
L’approccio delle aziende a questo fenomeno è ancora molto confuso: sembrerebbero comprendere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, ma vi sono molte incertezze sulle modalità e sugli effetti a lungo termine.

In particolare, si trova molta resistenza quando si osservano le PMI. L’ostacolo principale alla diffusione deriva dalla mancanza di cultura e competenze digitali all’interno dell’azienda, che amplificano sensazione di complessità legata a questo fenomeno: conoscere le potenzialità di queste tecnologie richiede un livello di formazione da acquisire nel tempo.

E allora, come orientarsi inizialmente nel mondo dell’Industria 4.0? Uno strumento molto utile per individuare le opportunità a seconda delle caratteristiche della propria azienda ci viene fornito da McKinsey & co., si tratta della bussola digitale.

 

bussola di mc kinsey

 

Uno strumento molto intuitivo, utilizzabile da chiunque, per meglio decidere su quali tecnologie investire in base alla funzione o all’ambito di business (value driver). La “bussola” si compone di 8 aree di creazione di valore associate alle rispettive leve tecnologiche:

1. Risorse e processi. A quest’area sono collegate soluzioni di efficienza energetica, intelligent IoTs e gestione dei ricavi in tempo reale. Soluzioni che consentono un aumento medio della produttività pari al 5%.

2. Utilizzo degli asset aziendali. Le leve tecnologiche relative a quest’area sono macchinari e trasporti flessibili, monitoraggio da remoto, manutenzione predittiva e realtà aumentata. Grazie ad esse, è possibile ridurre i tempi di fermo macchina fino al 50%.

3. Lavoro. In questa sfera sono raggruppate tutte quelle soluzioni di robotica collaborativa, monitoraggio da remoto, digital performance management e knowledge work automation. La produttività dei lavoratori in aziende 4.0 ha riscontrato un aumento pari al 55%.

4. Scorte di magazzino. Sono riconducibili a questa area strumenti per la stampa 3d, coordinamento in tempo reale della supply chain e ridimensionamento dei lotti. I costi collegati alla gestione delle scorte possono essere ridotti fino al 50%.

5. Qualità. Questa specifica area è associata a soluzioni di digital quality management, controllo statistico dei processi e controllo avanzato dei processi, grazie alle quali si stima una riduzione dei costi di non-qualità del 10-20%.

6. Incontro tra domanda e offerta. In questa area rientrano le metodologie di data-driven design to value e di data-driven demand prediction. Utilizzando queste metodologie, aumenterebbe l’accuratezza delle previsioni, secondo le stime, fino all’85%.

7. Time-to-market. Sfera a cui appartengono soluzioni di sviluppo parallelo dei processi, sperimentazione e simulazione virtuale, co-creazione di valore coi clienti e open innovation. Il vantaggio dell’applicazione in termini numerici si traduce in una riduzione del time-to-market fino al 50%.

8. Servizi e post vendita. Qui rientrano tutte quelle soluzioni di manutenzione da remoto, manutenzione predittiva e piattaforme self-service con assistenza virtuale, in grado di ridurre i costi di interventi manutentivi fino al 40%.

 

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In conclusione, vediamo che le tecnologie della quarta rivoluzione industriale sono applicabili a tutti i contesti aziendali, indipendente dalla dimensione o dal settore, e possono creare un reale vantaggio competitivo. Intorno a queste tecnologie, il ruolo dell’uomo è e rimarrà il cuore
pulsante dell’impresa: l’ottenimento dei vantaggi non è automatico, richiede infatti figure e competenze in grado di orchestrare i tanti flussi di persone, dati e informazioni disponibili grazie all’interconnessione dei sistemi, parola d’ordine per l’industria del futuro.

 

HELP Industria 4.0: esiste un approccio graduale?

L’Industria 4.0 richiede alle imprese un salto tecnologico così estremo?

La Quarta Rivoluzione industriale, si sa, prevede una trasformazione digitale delle dotazioni industriale e una riconsiderazione vera a propria di tutta la realtà produttiva. Ma si tratta necessariamente di un cambiamento radicale?
E se fosse possibile un approccio graduale? Questa la domanda che pone ai suoi lettori Michele Rossi, co-autore del libro “La Fabbrica Digitale. Guida all’Industria 4.0”, nell’articolo intitolato “PMI, protagoniste o vittime della rivoluzione digitale?”, pubblicato lo scorso marzo sulla rivista di settore “Industrie 4.0”.


L’autore fa una considerazione importante: «È evidente che un ipotetico imprenditore che – con adeguata disponibilità di capitale – si trovasse a costruire ex-novo, un nuovo impianto industriale, potrebbe oggi realizzare qualcosa di radicalmente diverso rispetto alle strutture industriali che conosciamo. Ma non è questa la condizione nella quale si trovano a operare gli imprenditori italiani. È  importante, al contrario, che gli imprenditori, soprattutto piccoli e medi, comprendano che esiste un percorso graduale che li può portare nell’arco di qualche anno/lustro verso un nuovo paradigma tecnologico partendo dalle tecnologie esistenti e sviluppando progressivamente competenze e nuovi modelli di business»

 

«La gradualità dell’approccio», prosegue Michele, «può consistere “banalmente” nel cominciare a estrarre informazione da dati dei quali l’impresa è già in possesso (e che non sta usando), oppure nell’applicare sensoristica ai macchinari “vecchi” arrivando anche a connettere diversi macchinari tra loro. Quest’ultima operazione prolunga la vita degli impianti, permette di aumentare la produttività dell’impresa (di solito riducendo i consumi di energia e gli scarti di produzione) e permette all’impresa di sviluppare una nuova cultura manageriale

 

Secondo l’autore, queste pratiche di digitalizzazione di vecchi macchinari, o retro-fitting, permettono di «comprare tempo con limitato impegno finanziario» creando «le condizioni per una piena digitalizzazione della manifattura italiana su un orizzonte ragionevole.» In conclusione, Michele Rossi definisce questa strategia «estremamente utile per le piccole e medie imprese (PMI) italiane».

Esattamente nella stessa direzione si muove SMACTORY, un insieme di soluzioni nate proprio per affiancare le imprese italiane -prevalentemente manifatturiere- nella transizione verso l’Industria 4.0.
Sostanzialmente, le soluzioni SMACTORY offrono la possibilità di ottimizzare i processi e massimizzare il rendimento dell’intera filiera logistico-produttiva evitando la sostituzione del parco macchinari.

Alla base dello sviluppo di queste soluzioni, c’è appunto il concetto di retrofit, o retro-fitting: l’utilizzo di un software intelligente, sensoristica non invasiva e dispositivi elettronici mobili, sono in grado di massimizzare il rendimento dell’intero sistema produttivo preesistente senza costringere l’impresa a intraprendere interventi radicali, garantiscono cioè una produzione flessibile e smart con un investimento molto contenuto.
 

In altre parole, per cavalcare l’onda della quarta rivoluzione industriale sfruttando la possibilità di estrapolare dati da vecchi macchinari e di consultarli da remoto e in tempo reale, bastano un’app e poche centinaia di euro mensili.

 

Piano nazionale Industria 4.0, tutto quello che c’è da sapere

Ultime news dal MISE, aggiornamenti ad agosto 2017

Guida al Piano nazionale Industria 4.0

I principali paesi industrializzati si sono già attivati a supporto dei settori industriali nazionali in modo da cogliere appieno l’opportunità del fenomeno rivoluzionario definito “Industria 4.0”. L’Italia ha sviluppato un “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” che prevede misure concrete in base a tre principali linee guida:

  • operare in una logica di neutralità tecnologica
  • intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali
  • agire su fattori abilitanti.

Le direttrici strategiche sono quattro:

  • Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione
  • Infrastrutture abilitanti: assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali
  • Competenze e Ricerca: creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc
  • Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo al documento ufficiale redatto dal MISE.

 

Introduzione

“Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove.

Saper cogliere questa sfida, però, non riguarda solo il Governo, ma riguarda soprattutto gli imprenditori.

Per questo abbiamo voluto cambiare paradigma: abbiamo disegnato delle misure che ogni azienda può attivare in modo automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali. Quello che il Governo propone, impegnando risorse importanti nei prossimi anni, è un vero patto di fiducia con il mondo delle imprese che vogliono crescere e innovare.”Con queste parole, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda introduce la presentazione delle principali misure messe a disposizione alle imprese per creare un ambiente altamente competitivo, che elenchiamo nel paragrafo successivo.

 

 

Principali strumenti concreti per le imprese

1. Iper e superammortamento
2. Nuova Sabatini
3. Credito d’imposta R&D
4. Patent Box
5. Startup e PMI innovative

tutte le misure del piano Industria 4.0 proposte dal Min Sviluppo Economico

Approfondiamo in breve i punti salienti di ognuno di questi strumenti:

 

1. Iper e superammortamento

Tutte le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT), funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, possono godere di una supervalutazione del 250% (iperammortamento) o del 140% (superammortamento) degli investimenti, a seconda del bene strumentale che si sta acquistando:

  • Per l’acquisto di beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0, inseriti nell’Allegato A della Legge di Stabilità 2017 (inclusi i beni che già comprendono un software necessario per il loro funzionamento), è possibile usufruire dell’iperammortamento al 250%.
  • Per l’acquisto di beni immateriali (software e sistemi IT) inseriti nell’Allegato B della Legge di Stabilità 2017, le imprese che hanno già beneficiato dell’iperammortamento (che hanno cioè acquistato un bene materiale inserito nell’Allegato A), possono usufruire del superammortamento al 140%.

Per quanto riguarda le tempistiche, si potrà godere di questo beneficio sino al 30 giugno 2018, a condizione che detti investimenti in beni materiali/immateriali si riferiscano a ordini accettati dal fornitore entro la data del 31 dicembre 2017 e che, entro la medesima data, sia anche avvenuto il pagamento di acconti in misura non inferiore al 20%.

> Per capire come calcolare l’iperammortamento, ti suggeriamo di scaricare gratuitamente le slide con un esempio concreto.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata alle domande & risposte su iper e super ammortamento.

iper e superammortamento: cos'è, a cosa serve, vantaggi

 

 

2. Nuova Sabatini

Lo strumento “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, istituito dal decreto-legge del Fare, è finalizzato a migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

Con questa misura, le imprese ottengono un contributo a parziale copertura degli interessi su finanziamenti bancari di importo compreso tra 20.000 e 2.000.000 di euro, concessi da istituti bancari convenzionati con il MISE, che attingono sia a un apposito plafond di Cassa Depositi e Prestiti, sia alla provvista ordinaria. Il contributo è calcolato sulla base di un piano di ammortamento convenzionale di 5 anni con un tasso d’interesse

del 2,75% annuo ed è maggiorato del 30% per investimenti in tecnologie Industria 4.0. Le imprese che intendono usufruire nella Nuova Sabatini hanno anche l’accesso prioritario al Fondo centrale di Garanzia nella misura massima dell’80%.Per quanto riguarda le tempistiche, le imprese interessate devono presentare, entro il 31 dicembre 2018, a una banca o a un intermediario finanziario, la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo, secondo lo schema definito con apposita circolare ministeriale. Le richieste di prenotazione sono soddisfatte, secondo l’ordine di presentazione, fino a concorrenza della disponibilità delle risorse.

 

>> Per approfondire la tematica, e per scoprire come presentare la domanda, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata ai Beni strumentali Nuova Sabatini.
Nuova Sabatini_contatore_15_febbraio_2017

 

 

 

3. Credito d’imposta R&D

Per stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese, un altro strumento utilissimo messo a disposizione dal Piano nazionale Industria 4.0, è quello del credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo. Il credito d’imposta può essere utilizzato, anche in caso di perdite, a copertura di un ampio insieme di imposte e contributi, ed è riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di €/anno per beneficiario e computato su una
base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: assunzione di personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, startup e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.Per quanto riguarda le tempistiche, saranno agevolabili gli investimenti in attività di R&D effettuati entro il periodo di imposta in corso al 31 Dicembre 2020. Per accedere al credito di imposta le imprese potranno indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, nel quadro RU del modello Unico, in fase di redazione di bilancio.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata al Credito d’imposta R&D.

 

4. Patent Box

La cosiddetta “Patent Box” ovvero la tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno (brevetti industriali, marchi registrati, disegni e modelli industriali, know how
e software protetto da copyright), è stata pensata per rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti nazionali ed esteri di lungo termine, prevedendo una tassazione agevolata su redditi derivanti dall’utilizzo della proprietà intellettuale. Il principale obiettivo di questo strumento è quello di incentivare la collocazione in Italia dei beni immateriali attualmente detenuti all’estero da imprese italiane o estere, e al contempo incentivare il mantenimento dei beni immateriali in Italia, evitandone la ricollocazione all’estero.

L’agevolazione consiste nella riduzione delle aliquote IRES e IRAP del 50% dal 2017 in poi, sui redditi d’impresa connessi all’uso diretto o indiretto (ovvero in licenza d’uso) di beni immateriali sia nei confronti di controparti terze che di controparti correlate (società infragruppo). Il beneficio è dato a condizione che il contribuente conduca attività di R&S connesse allo sviluppo e al mantenimento dei beni immateriali.Possono accedere all’agevolazione i soggetti titolari di reddito d’impresa, i cui redditi dipendono in modo dimostrabile dall’utilizzo di beni immateriali, siano esse società di capitali o di persone, imprenditori individuali, enti commerciali e non, soggetti residenti in Paesi esteri (ma con stabile organizzazione in Italia) con cui sono stati stipulati trattati per adeguato scambio di informazioni.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata al Patent Box.smactory-scheduling

 

5. Startup e PMI innovative

Un altro strumento utile è quello dedicato alle nuove imprese (startup) innovative, che possono godere di un quadro di riferimento dedicato in materie come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, il diritto fallimentare. Larga parte di queste misure sono estese anche alle PMI innovative, cioè a tutte le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione o dall’oggetto sociale.

Con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’ecosistema nazionale dell’imprenditoria innovativa, il governo ha pensato a tutta una serie di vantaggi in modo da sostenere le imprese innovative in tutte le fasi del loro ciclo di vita:

  • Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita.
  • Esonero dalla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica.
  • Possibilità anche per le srl di emettere piani di incentivazione in equity, agevolati
    fiscalmente.
  • Incentivi agli investimenti in capitale di rischio: detrazione IRPEF (per investimenti fino a
    1 milione di euro) o deduzione dell’imponibile IRES (fino a 1,8 milioni) pari al 30%.
  • Accesso gratuito, semplificato e prioritario al Fondo di Garanzia per le PMI.
  • Equity crowdfunding per la raccolta di nuovi capitali di rischio.
  • Italia Startup Visa: una modalità digitale, semplice e accelerata per attrarre imprenditori
    innovativi.
  • Possibilità di cedere le perdite a società quotate sponsor (almeno il 20% delle quote).
  • In caso di insuccesso: esonero dalla disciplina fallimentare ordinaria.
  • In caso di successo: le startup mature possono convertirsi agilmente in PMI innovative,
    continuando a godere dei principali benefici.

 

>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo alla sezione ufficiale dedicata alle Startup e PMI innovative.

Produzione 4.0: proroga e rafforzamento degli incentivi fiscali, inclusi anche i software

“L’iperammortamento al 250% non deve applicarsi solo alla sostituzione di macchine a controllo numerico e robot. Altrimenti il nostro Paese non potrà andare sufficientemente avanti.”

Ridefiniti i perimetri delle soluzioni incentivabili, allargato l’orizzonte ai software

Produzione 4.0: proroga e rafforzamento degli incentivi fiscali, inclusi anche i software. Si punta al connubio hardware-software per generare il circolo virtuoso degli investimenti e rimettere in moto l’economia industriale italiana. La strategia del governo per prepararci alla quarta rivoluzione industriale sembra voler raggiungere i risultati della Germania in tema Smart Factory: viene prorogata e rafforzata la deduzione di ammortamenti “al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave “Industria 4.0”.

Gli incentivi fiscali sugli investimenti in beni strumentali si estendono anche ai software e altri beni immateriali capitalizzati. “L’iperammortamento al 250% non deve applicarsi solo alla sostituzione di macchine a controllo numerico e robot. Altrimenti il nostro Paese non potrà andare sufficientemente avanti. Per questa ragione abbiamo lavorato col ministro Carlo Calenda e la struttura di Stefano Firpo affinché software, piattaforme e soluzioni integrate siano inclusi nel piano”, ha esordito il presidente di Confindustria Digitale, Elio Catania, durante il convegno di Capri di EY.
Se è vero che la manovra consente di modernizzare i macchinari, è altrettanto vero che non si devono dimenticare i software, i beni immateriali che rappresentano il “cuore pulsante della partita”.
>> Per approfondire la tematica, ti rimandiamo al documento ufficiale redatto dal MISE.

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Il provvedimento, oltre ad allargare l’orizzonte degli incentivi fiscali ai software, stabilisce anche le tipologie dei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale, quelli cioè che godranno delle agevolazioni previste dal Piano nazionale Industria 4.0. Si tratta di ventisette beni materiali (tra postazioni di lavoro, macchinari, apparecchiature di comunicazione, etc.) e venti beni immateriali (piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo, etc.). Guarda l’elenco
Per quanto riguarda le tempistiche, gli investimenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2017 oppure entro il 30 giugno 2018 “a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20 per cento del costo”.

 

Piano nazionale Industria 4.0: l’elenco dei beni che godranno dell’iper e superammortamento

Quando è possibile usufruire dell’iperammortamneto al 250% e quando invece del superammortamento al 140%?

Quali sono i beni che godranno delle agevolazioni fiscali?

Affinché la quarta rivoluzione industriale riguardi in maniera attiva anche il Bel paese, deve riscuotere interesse in primis tra i nostri imprenditori. Il governo ha dunque pensato di agevolare fiscalmente tutte quelle imprese che vogliono innovarsi digitalizzando i propri processi produttivi, tramite una manovra da 13 Miliardi di euro.

Il Piano nazionale Industria 4.0, presentato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda il 21 Settembre scorso, prevede infatti ingenti incentivi economici: primi fra tutti l’iperammortamento al 250% e il superammortamento al 140% per investimenti finalizzati all’innovazione industriale. Per poter godere però dell’iper e superammortamento, questi investimenti devono rientrare nell’elenco di beni -materiali e immateriali- annunciato in occasione del Forum Meccatronica di Modena, e inserito nel Piano.

Ma prima di snocciolare la lista di beni materiali e quella dei beni immateriali che godranno di queste agevolazioni (i beni cioè contenuti nell’Allegato A e Allegato B), facciamo un po’ di chiarezza:

 

>> Si potrà usufruire dell’iperammortamento al 250% solo per acquisti di beni materiali, funzionali alla trasformazione tecnologia e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0» inseriti nell’Allegato A della Legge di Stabilità 2017 (inclusi i beni che già comprendono un software necessario per il loro funzionamento)

Guarda un esempio concreto di calcolo dell’iperammortamento al 250%

>> Si potrà usufruire del superammortamento al 140% per acquisti di beni immateriali (software e sistemi IT), inseriti nell’Allegato B della Legge di Stabilità 2017, solo se si è già beneficiato dell’iperammortamento al 250% (se si è già acquistato un bene materiale inserito nell’Allegato A)

 

Vediamo ora nel dettaglio quali sono i beni materiali riportati nell’Allegato A, e quali sono le tipologie di beni immateriali riportati nell’Allegato B:

Beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave Industria 4.0

Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti:
  • macchine utensili per asportazione
  • macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici
  • macchine per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali o delle materie prime
  • macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali
  • macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura
  • macchine per il confezionamento e l’imballaggio
  • macchine utensili di de-produzione e re-manufacturing per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico)
  • robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot
  • macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti e/o la funzionalizzazione delle superfici
  • macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale
  • macchine, strumenti e dispositivi per il carico/scarico, movimentazione, pesatura e/o il sorting automatico dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione)
  • magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche:

  • controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller)
  • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo
  • interfaccia uomo macchina semplici e intuitive
  • rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro

Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili e/o integrabili a sistemi cyberfisici:

  • sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto
  • monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico),
  • dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti.
gestione fermi linea industria 4.0
Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità:
  • sistemi di misura a coordinate e non (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro- o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica
  • altri sistemi di monitoraggio in-process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto e/o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica
  • sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove/collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (es. caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosità, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale
  • dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive
  • sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti ( ad esempio RFID – Radio Frequency. Identification)
  • sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud
  • strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi
  • componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti.
Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0:
  • banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità)
  • sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/robotizzata/interattiva il compito dell’operatore
  • dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality
  • interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che supportano l’operatore in termini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

 

Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0

  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali e di impatto ambientale), e/o l’archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell’IoT e/o del cloud computing)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni (es. di assemblaggio), sia in contesti immersivi o solo visuali
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di reverse modelling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l’ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attività e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per Industrial Analytics dedicati al trattamento ed all’elaborazione dei Big Data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di Artificial Intelligence & Machine Learning che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell’impianto
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la produzione automatizzata e intelligente, caratterizzata da elevata capacità cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabilità (cybersystem)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della realtà aumentata tramite Wearable device
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per dispositivi e nuove interfacce uomo/macchina che consentano l’acquisizione, la veicolazione e l’elaborazione di informazioni in formato vocale, visuale e tattile
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’intelligenza degli impianti cha garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di Virtual Industrialization che, simulando virtualmente il nuovo ambiente e caricando le informazioni sui sistemi cyberfisici al termine di tutte le verifiche, consentono di evitare ore di test e fermi macchina lungo le linee produttive reali.

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Il meccanismo di applicazione dell’iperammortamento, o maxi ammortamento al 250%, prevede che l’azienda possa dedurre una quota fiscale di ammortamento maggiore rispetto a quanto oggi prevede il decreto ministeriale di riferimento: le aziende che investono in beni strumentali possono ammortizzare fiscalmente il bene al 250 per cento in luogo del 100 per cento.

Ad esempio, se un’azienda acquista un bene per un costo (netto IVA) pari a 1000,00 euro e il relativo coefficiente di ammortamento è pari al 10% per 10 anni, con il super ammortamento questa azienda avrebbe diritto a dedurre fiscalmente il 25% (in luogo del 10).

In sostanza, con il Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020, le aziende che vogliono puntare sull’innovazione potranno farlo usufruendo di forti incentivi fiscali sull’acquisto di beni che favoriscono lo sviluppo di una produzione intelligente.

 

Industria 4.0: definizione e benefici della produzione intelligente

Cos’è l’Industria del futuro e quali vantaggi apporta alle imprese italiane

L’industria 4.0, anche detta quarta rivoluzione industriale, è il fenomeno più quotato del momento in tema di innovazione. Scopriamo di che si tratta e perché è così importante per le imprese coglierne i vantaggi e stare al passo coi tempi.

L’ecosistema industriale sta vivendo una vera e propria trasformazione. Una ventata di innovazione si sta diffondendo prepotentemente e velocemente tra i sistemi produttivi che operano in tutto il mondo: viviamo nel bel mezzo di una rivoluzione industriale, la quarta.

Questa rivoluzione, rispetto alle precedenti, vede come protagonista l’utilizzo all’interno dell’impianto di produzione (in inglese plant) di “tecnologie abilitanti” (in inglese KET, key enabling technology), soluzioni o miglioramenti tecnologici, cioè, che racchiudono al loro interno molta attività di ricerca e sviluppo e sono in grado di “rivitalizzare il sistema produttivo”. Il che significa che sfruttando queste soluzioni i processi legati all’industria saranno dotati di una interconnessione veloce, chiara e diretta tra tutti gli asset aziendali. La produttività aumenta, gli sprechi diminuiscono.

Le tecnologie abilitanti che convenzionalmente caratterizzano l’industria 4.0 sono:

  • Robotica avanzata
    macchinari interconnessi, rapidamente programmabili e dotati di intelligenza artificiale
  • Manifattura additiva
    stampa 3D, fabbricazione digitale
  • Realtà aumentata
    dispositivi indossabili attraverso cui esperire un piano di realtà sovrapposto alla nostra
  • Integrazione orizzontale/verticale
    tutti gli step della catena del valore, dal produttore al consumatore, comunicano tra di loro
  • Simulazione
    possibilità di simulare nuovi processi legati all’attività produttiva prima di metterli in pratica nella realtà
  • Industrial Internet o Internet delle cose applicato all’industria
    oggetti (“cose”) riconoscibili e intelligenti in grado di poter comunicare dati su se stessi
  • Cloud
    gestione di elevate quantità di dati direttamente in rete
  • Cyber-Security
    garanzia di sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi in cloud
  • Big Data e analitiche
    analisi di un’ampia base di dati necessarie alla produzione in real time di informazioni utili per ottimizzare prodotti e processi produttivi
L’implementazione di queste nuove tecnologie richiede un cambio di paradigma. Siamo di fronte ad una transizione: dal vecchio concetto di fabbrica alla nuova fabbrica intelligente (smart factory), caratterizzata da una produzione digitalizzata, che funziona in maniera dinamica e “brillante” (brilliant manufacturing), composta da processi più fluidi, INTERCONNESSI, e da sistemi di produzione adeguati alla modernità e ai suoi bisogni, capaci di utilizzare al meglio le risorse disponibili.

Produrre di più sprecando meno, questo è il mantra della trasformazione che stiamo vivendo.
Sinteticamente, possiamo affermare che la quarta rivoluzione industriale è caratterizzata dall’introduzione nel sistema produttivo di macchine intelligenti, interconnesse tra loro e collegate ad internet, che permettono analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real-time.Ma vediamo in concreto quali sono i benefici della rivoluzione che sta travolgendo l’ecosistema produttivo proprio in questo momento:

  • Maggiore flessibilità attraverso la produzione di piccoli lotti ai costi della grande scala
  • Maggiore velocità dal prototipo alla produzione in serie attraverso tecnologie innovative
  • Maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione errori e fermi macchina
  • Migliore qualità e minori scarti mediante sensori che monitorano la produzione in tempo reale
  • Maggiore competitività del prodotto grazie a maggiori funzionalità derivanti dall’Internet delle cose

 

Tramite il collegamento di tutti gli asset coinvolti nella filiera logistico-produttiva, il vantaggio primario del paradigma Industria 4.0 è sicuramente la disponibilità di tutte le informazioni pertinenti in tempo reale. Ricavare dai dati in qualsiasi momento la rendicontazione e il supporto necessario a superare eventuali impasse produttivi non è un aspetto da sottovalutare. La connessione tra persone, cose e sistemi, crea un enorme valore aggiunto in termini di riduzione dei costi, disponibilità di informazioni in real time e interazione tra risorse.

Non a caso, le imprese che già hanno introdotto tecnologie abilitanti all’interno del proprio plant, stimano una crescita di efficienza produttiva pari al 30-50% proprio grazie all’uso delle nuove tecnologie.[1]Ad accorgersi dei vantaggi derivanti dalla quarta rivoluzione industriale c’è anche il governo, che, per favorire il processo di innovazione, ha varato una manovra da 20 Miliardi di euro a favore delle imprese italiane che decidono di investire nell’Industria del futuro a partire dal 2017.

 

 

 


[1]Fonte: Indagine conoscitiva su « Industria 4.0 »: quale modello applicare al tessuto industriale italiano. Strumenti per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali nazionali, realizzato dalla Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati

 

 

Il Piano Industria 4.0: incentivi e agevolazioni per le imprese italiane

Vediamo insieme gli strumenti che le imprese hanno a disposizione per digitalizzare i propri processi produttivi e diventare parte attiva di questa rivoluzione industriale

Perché conviene investire nell’Industria 4.0

L’industria 4.0, convenzionalmente riconosciuta come la quarta rivoluzione industriale, rappresenta un fenomeno interessante sotto ogni punto di vista, tanto da essere considerata “l’Industria del futuro”. Alla base vi è una profonda trasformazione del modo di produrre beni: la produzione intelligente comporta un modello organizzativo basato sull’introduzione di tecnologia innovativa come ad esempio dispositivi in grado di comunicare autonomamente tra loro lungo tutta la catena del valore.
Affinché il processo di innovazione avvenga effettivamente,

questa trasformazione deve essere alla portata di tutti. Passiamo dunque in rassegna gli strumenti che le imprese hanno a disposizione per digitalizzare i propri processi produttivi e diventare parte attiva di questa rivoluzione industriale.
In primis, il governo ha deciso di incentivare gli investimenti innovativi, aumentando la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione e rafforzando la finanza a supporto dell’Industria 4.0, VC e start-up. Grazie al “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020”, una manovra da ben 20 Miliardi di euro, sono previsti ingenti incentivi economici quali ad esempio l’iperammortamento per investimenti legati all’Industria 4.0, detrazioni fiscali per investimenti in start-up e PMI innovative, fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico (CDP).

Ma a quanto ammontano le agevolazioni concretamente?

Attraverso il piano Calenda, come si può vedere dall’immagine, il governo stima di aumentare gli investimenti privati di 10 miliardi annui,

passando da 80 a 90 miliardi previsti nel 2017. Successivamente, per tutto il biennio 2017-2020, sono previsti altri 11,3 miliardi di euro in più all’anno.

Le detrazioni fiscali arriveranno fino al 30 per cento per investimenti fino a un miliardo di euro in start-up e piccole e medie imprese. È anche previsto un piano nazionale di comunicazione a mezzo stampa generalista, web e social media per sensibilizzare il settore industriale sulle tematiche Industria 4.0 e innovazione digitale.

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La manovra, spiega il Ministro dello Sviluppo Economico, conterrà un insieme di stimoli fiscali agli investimenti che non si era visto in passato: il piano prevede un superamento del superammortamento al 140% con un “iperammortamento al 250% per i beni legati all’industria 4.0, inclusi i software”. Quest’ultimo avrà tempi più lunghi -fino al 30 giugno 2018- e ci sarà una diversa modulazione del credito di imposta per ricerca e innovazione che sarà incrementale,
portando l’aliquota della spesa interna fino al 50%, con un credito massimo da 5 fino a 20 milioni di euro. In sostanza, “si premiano le aziende che investono in ricerca e innovazione o in macchine, software e tecnologie, privilegiando quelle più innovative, attraverso un approccio automatico”.
Per scaricare il documento ufficiale aggiornato al 2017 clicca qui

Perché il governo confida tanto nell’industria 4.0?

Secondo Alessandro Perego, direttore scientifico degli osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, “Il Piano Industria 4.0 è un programma ben articolato, ben finanziato, che armonizza bene azioni di breve e di medio termine, e che, se velocemente implementato, farà recuperare al nostro paese il ritardo che oggi ci separa dalle più grandi manifatture europee, in primis la Germania”.
Boccia, presidente di Confindustria, ha sottolineato che il governo deve accompagnare le imprese che sono più indietro “a fare questo salto di qualità che è culturale più ancora che tecnologico e cavalcare la quarta rivoluzione industriale

Tutti gli attori coinvolti confidano nel fatto che il piano può rilanciare il Made in Italy: le tecnologie sono già disponibili per trovare applicazione tra catene di montaggio e piattaforme logistiche, per dare il via, cioè, a una produzione industriale totalmente automatizzata e interconnessa

(si pensi che oggi solo l’1% dei dati raccolti viene utilizzato dalle imprese, che potrebbero invece ottenere vantaggi a partire dal “machine learning”, dalle macchine cioè che perfezionano la loro resa “imparando” dai dati via via raccolti e analizzati).

L’Industria 4.0 sembrerebbe garantire un futuro all’industria manifatturiera italiana. Per alcuni, cogliere questa opportunità rappresenta addirittura “l’ultima occasione per rimettere al centro la manifattura” (Marco Bentivogli, “#SindacatoFuturo in Industry 4.0″). E la manovra del governo sembra aver colto il punto.
Ora tocca solo alle imprese: “Noi vi mettiamo a disposizione gli strumenti, l’altro pezzo di strada lo dovete fare voi”, ha detto il Ministro Calenda durante la presentazione del Piano.

In definitiva, le imprese che vogliono davvero innovare non hanno più alibi.

La tua impresa pronta per cogliere la sfida?

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