Il Piano Industria 4.0: incentivi e agevolazioni per le imprese italiane

Vediamo insieme gli strumenti che le imprese hanno a disposizione per digitalizzare i propri processi produttivi e diventare parte attiva di questa rivoluzione industriale

Perché conviene investire nell’Industria 4.0

L’industria 4.0, convenzionalmente riconosciuta come la quarta rivoluzione industriale, rappresenta un fenomeno interessante sotto ogni punto di vista, tanto da essere considerata “l’Industria del futuro”. Alla base vi è una profonda trasformazione del modo di produrre beni: la produzione intelligente comporta un modello organizzativo basato sull’introduzione di tecnologia innovativa come ad esempio dispositivi in grado di comunicare autonomamente tra loro lungo tutta la catena del valore.
Affinché il processo di innovazione avvenga effettivamente,

questa trasformazione deve essere alla portata di tutti. Passiamo dunque in rassegna gli strumenti che le imprese hanno a disposizione per digitalizzare i propri processi produttivi e diventare parte attiva di questa rivoluzione industriale.
In primis, il governo ha deciso di incentivare gli investimenti innovativi, aumentando la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione e rafforzando la finanza a supporto dell’Industria 4.0, VC e start-up. Grazie al “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020”, una manovra da ben 20 Miliardi di euro, sono previsti ingenti incentivi economici quali ad esempio l’iperammortamento per investimenti legati all’Industria 4.0, detrazioni fiscali per investimenti in start-up e PMI innovative, fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico (CDP).

Ma a quanto ammontano le agevolazioni concretamente?

Attraverso il piano Calenda, come si può vedere dall’immagine, il governo stima di aumentare gli investimenti privati di 10 miliardi annui,

passando da 80 a 90 miliardi previsti nel 2017. Successivamente, per tutto il biennio 2017-2020, sono previsti altri 11,3 miliardi di euro in più all’anno.

Le detrazioni fiscali arriveranno fino al 30 per cento per investimenti fino a un miliardo di euro in start-up e piccole e medie imprese. È anche previsto un piano nazionale di comunicazione a mezzo stampa generalista, web e social media per sensibilizzare il settore industriale sulle tematiche Industria 4.0 e innovazione digitale.

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La manovra, spiega il Ministro dello Sviluppo Economico, conterrà un insieme di stimoli fiscali agli investimenti che non si era visto in passato: il piano prevede un superamento del superammortamento al 140% con un “iperammortamento al 250% per i beni legati all’industria 4.0, inclusi i software”. Quest’ultimo avrà tempi più lunghi -fino al 30 giugno 2018- e ci sarà una diversa modulazione del credito di imposta per ricerca e innovazione che sarà incrementale,
portando l’aliquota della spesa interna fino al 50%, con un credito massimo da 5 fino a 20 milioni di euro. In sostanza, “si premiano le aziende che investono in ricerca e innovazione o in macchine, software e tecnologie, privilegiando quelle più innovative, attraverso un approccio automatico”.
Per scaricare il documento ufficiale aggiornato al 2017 clicca qui

Perché il governo confida tanto nell’industria 4.0?

Secondo Alessandro Perego, direttore scientifico degli osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, “Il Piano Industria 4.0 è un programma ben articolato, ben finanziato, che armonizza bene azioni di breve e di medio termine, e che, se velocemente implementato, farà recuperare al nostro paese il ritardo che oggi ci separa dalle più grandi manifatture europee, in primis la Germania”.
Boccia, presidente di Confindustria, ha sottolineato che il governo deve accompagnare le imprese che sono più indietro “a fare questo salto di qualità che è culturale più ancora che tecnologico e cavalcare la quarta rivoluzione industriale

Tutti gli attori coinvolti confidano nel fatto che il piano può rilanciare il Made in Italy: le tecnologie sono già disponibili per trovare applicazione tra catene di montaggio e piattaforme logistiche, per dare il via, cioè, a una produzione industriale totalmente automatizzata e interconnessa

(si pensi che oggi solo l’1% dei dati raccolti viene utilizzato dalle imprese, che potrebbero invece ottenere vantaggi a partire dal “machine learning”, dalle macchine cioè che perfezionano la loro resa “imparando” dai dati via via raccolti e analizzati).

L’Industria 4.0 sembrerebbe garantire un futuro all’industria manifatturiera italiana. Per alcuni, cogliere questa opportunità rappresenta addirittura “l’ultima occasione per rimettere al centro la manifattura” (Marco Bentivogli, “#SindacatoFuturo in Industry 4.0″). E la manovra del governo sembra aver colto il punto.
Ora tocca solo alle imprese: “Noi vi mettiamo a disposizione gli strumenti, l’altro pezzo di strada lo dovete fare voi”, ha detto il Ministro Calenda durante la presentazione del Piano.

In definitiva, le imprese che vogliono davvero innovare non hanno più alibi.

La tua impresa pronta per cogliere la sfida?

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